La Scuola Romana di Fotografia e Cinema ha tre parole d’ordine:

SVILUPPO DELLE RADICI.

Il bianco/nero e la fotografia tradizionale in pellicola (corpi macchina, obiettivi, luci, pellicole e loro esposizione) sono le fondamenta stesse del fotografare e devono essere apprese e padroneggiate così perfettamente da risultare naturali all’uso, quasi come parlare. La fotografia che si sviluppa sul ceppo vivo e sano della tradizione è più solida e consapevole.

PROIEZIONE SUL FUTURO.

La fotografia a colori e le nuove frontiere del digitale sono continui banchi di prova per l’espressività e l’operatività dei nuovi fotografi che vengono messi in condizione di esplorare e manovrare gli strumenti più sofisticati coi quali creare un’immagine. La fotografia proiettata nelle future dinamiche creative e professionali è più propositiva ed efficace.

APERTURA ALLA CULTURA.

Nel mare di fotografie e nella folla di autori in cui siamo immersi ogni giorno è sempre più decisivo che il saper fare sia indissolubilmente legato ad un saper capire; parlare del proprio lavoro e confrontarlo con diverse personalità in grado di vagliarlo e farlo evolvere, significa anche vederlo meglio nei propri contesti e saperlo proporre più adeguatamente. La fotografia aperta al network delle culture contemporanee è più attuale e originale.

 
 

+ Per restare aggiornato con le lezioni consulta il CALENDARIO DIDATTICO.

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